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Cannolo Siciliano con la ricotta

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Il cannolo siciliano è una delle specialità più conosciute della pasticceria italiana o meglio dire siciliana, in tutto il mondo. In origine venivano preparati in occasione del carnevale; col passare del tempo la preparazione ha perso il suo carattere di occasionalità ed ha conosciuto una notevolissima diffusione sul territorio nazionale, divenendo in breve un rinomato esempio dell’arte pasticceria era italiana nel mondo.

Il riferimento del nome è legato alle canne di fiume cui veniva arrotolata fino a pochi decenni fa la cialda durante la sua preparazione; secondo una ipotesi il dolce fu inventato in tempi remoti per festeggiare il carnevale.

Si narra che furono per prime le donne dell`Harm del Castello delle donne del signore dell’allora Qalc ‘at al- Nissa (Caltanissetta) le inventrici della ricetta. In questo luogo, secondo la tradizione tramandata fino a noi, gli emiri saraceni tenevano i propri harem e fu qui che le concubine lo crearono per prime, forse come omaggio vagamente fallico ai propri uomini. 

Si compone di una cialda di pasta fritta (detta scòrza e lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4–5 cm ed un ripieno a base di ricotta di pecora.

Per la scorza, si formano piccoli dischi di pasta (fatta di farina di grano tenero, vino, zucchero e strutto)  che vengono arrotolati su piccoli tubi di metallo e poi fritti, tradizionalmente nello strutto, oggi anche in grassi meno costosi.

Il ripieno tradizionale dei cannoli è di crema di ricotta di pecora setacciata e zuccherata. Al ripieno vengono poi aggiunti canditi e le gocce di cioccolato, ed infine il dolce viene spolverato di zucchero a velo.

Ingredienti per 25 cannolicchi

  • 250 g di farina 00
  • 63 g di semola di rivaccina di grano duro
  • 1 uovo (Misura M)
  • 50 g di strutto
  • 50 g di zucchero
  • 20 g di aceto di vino bianco
  • 77 g di vino rosso
  • 1,5 L di oliolio di semi di girasole per friggere

Per la crema di ricotta

  • 800 g di ricotta di pecora
  • 250 g di zucchero semolato
  • estratto di vaniglia
  • un pizzico di cannella opzionale
  • 80 g di gocce di cioccolato

Cottura

Friggere in abbondante olio di semi di girasole a 180 gradi

Troverete il procedimento spiegato passo dopo passo nella video ricetta

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Brioche Cò Zuccuru

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TRECCINE DOLCI RICETTA SICILIANA

Una brioche dolce morbida e soffice che è stata la mia merenda della mia infanzia, e credo anche quella di molti altri di voi. Mia mamma prima che io andassi a scuola me le comprava dal panettiere ambulante che passava ogni mattina suonando il clacson all´impazzata per fare capire che era sotto la porta.

La treccina dolce o brioche cò zucchero è un lievitato di pasta brioche sofficissima, ricoperta di zucchero semolato. È un prodotto tradizionale siciliano da forno adatto per la colazione, in tutta la Sicilia.

Ingredienti che ci occorrono per circa 10 treccine sono:

320 ml do Latte a temperatura ambiente
120 g di zucchero semolato
20 g do Miele di acacia
20 g si lievito di birra (o anche meno se avete più tempo)
575 g di farina 00
120g di burro
Un pizzico di sale
Estratto di vaniglia
Un po‘ di latte da spennellare prima della cattura
Zucchero semolato e acqua quanto basta per la finitura.

COTTURA IN FORNO

FORNO STATICO PRERISCALDATO A 180 GRADI PER CIRCA 15 MINUTI

Troverete il procedimento cliccando nella video ricetta

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SFINCE O SFINCI DI PATATE SICILIANE

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Il nome della Sfincia (in dialetto SPINCIA), deriva dal latino sponcia, ovvero spugna. Questo nome ha origine dalla particolare forma di questo dolce, che si presenta come una frittella morbida e dalla forma irregolare, con il buco o rotonda. Dal 1990 si svolge a Custonaci  (provincia di Trapani) una sagra dedicata alla Spincia.

Sfinge o spingia

La Sfincia è un dolce fritto tipico diffuso in tutta la Sicilia Occidentale, originariamente prodotto a Palermo, e veniva consumato tradizionalmente il 19 marzo, durante la festa di San Giuseppe, considerata in tutta l’Isola la prima festività della nuova stagione primaverile, oltre che la festa del papà. Col tempo, il prodotto ha perso il legame con la stagione primaverile ed è diventato disponibile al consumo in tutti i giorni dell’anno. Viene preparato specialmente per le feste più tradizionali, come San Martino (11 novembre) a Natale e in molte altre occasioni di festività dove tutta la famiglia si riunisce per i festeggiamenti, che a casa di noi siciliani sono sempre molto numerose e ricche di ogni ben di Dio.

Come tutte le ricette popolari esistono diverse varianti, infatti quella che vi propongo oggi è la versione che prevede anche l’aggiunta delle patate bollite nell’impasto, ma quella originale prevede un impasto solo a base di acqua o latte, zucchero, farina, tuorli e uova.

L´aggiunta delle patate e l´impasto con il latte rende queste frittelle ancora più soffici e spugnose.

Io oggi vi propongo un impasto base che potete poi decidere di realizzare sia dolce che salato, basterà aggiungere per la spincia dolce dello zucchero e degli aromi come scorzetta di arancia o limone, o addirittura c´é chi aggiunge all´impasto un bicchierino di marsala, e lo arricchisce con uvetta o canditi. Per la Sfincia salata invece basterà aggiustare di sale e pepe, e arricchire con acciughe , sardine, oppure prosciutto o ancora tonno e sono ottime da servire come aperitivo.

Ingredienti per Impasto base

  • 500 g di patate bollite (a pasta dura)
  • 500 g di farina 00
  • 500 ml di latte
  • 10 g di lievito di birra
  • 2 g di zucchero (40 g se li volete fare tutte dolci)
  • un pizzico di sale (6 g se li volete fare tutte salate
  • 3 uova intere della misura L

Per la versione dolce

potete sbizzarrirvi con gli aromi che piu preferite e potete anche arricchire con uvetta o frutta candita

Per la versione salata

Aggiungete nelle quantità che piu preferite filetti di acciughe, tonno, o sardine o prosciutto o salame. Largo spazio alla vostra immaginazione.

Troverete il procedimento cliccando nella video ricetta.

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´Mpanata o Scacciata siciliana

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La scacciata, così chiamata nel catanese, anche nota come impanata (in dialetto‘mpanata) nel siracusano o come scaccia nel ragusano, è un prodotto da forno artigianale tipico siciliano, a base di pane che può essere farcito con verdura esempio giri(bietola selvatica ) oppure broccoli, cavolfiori), patate, formaggio (come tuma o caciocavallo), salsiccia, olive nere, ricotta, pomodorini e così via…

Scacciate siciliane

Piatto unico. In alcune città dell’isola è il simbolo di feste invernali e anche di semplice armonia familiare. La maestria nella preparazione ne fa un capolavoro della cucina siciliana, molto imitato e commercializzato.

Ripieno di salsiccia patate giri e olive

L impanata o scacciata nacque alla fine del XVII secolo come piatto base delle tavole contadine. Raggiunse il suo successo quando lo stesso Moncada, principe di Paternò, nel 1763, lo volle sulla sua tavola nei festeggiamenti natalizi. Da allora la tradizione lo colloca come piatto natalizio con una ricetta tramandata da generazione

Ingredienti per 11 pezzi

L impasto :

  • 500 g di farina di semola rimacinata di grano duro
  • 500 g di farina 00
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 10 g di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 20 g di sale
  • 450 ml di acqua a temperatura ambiente

Per il ripieno

  • 400 g di giri ( bietole) o altra verdure tipo broccoli, spinaci…
  • 1 kg di patate a pasta dura
  • 400 g di salsiccia
  • 300 g di formaggio tipo provola dolce, caciocavallo, pecorino …
  • 30 g grana padano
  • 30 g olive nere denocciolate
  • Olio extravergine d’oliva q. B
  • Sale, pepe q. B
  • 1 cucchiaino di rosmarino
  • 1 cucchiaino di timo
  • 1 cucchiaino di paprica dolce

Cottura

Forno statico preriscaldato 225 gradi nel ripiano più basso del forno per 15-25 minuti circa

Il procedimento lo trovate spiegato passo dopo passo nella video ricetta

RICETTE SICILIANE

Panelle palermitane

Le panelle sono delle gustose e sfiziose frittelle rotonde fatte di farina di ceci, tipiche di Palermo dove si possono acquistare nelle rosticcerie.
Le panelle a Palermo vengono servite in panini ricoperti con semi di sesamo: il classico pane con le panelle che è il cibo da strada per eccellenza di Palermo.

Le panelle vengono servite soprattutto in mezzo alle Mafalde – o in mezze a dei panini al sesamo,(puoi trovare le ricette sempre nel mio blog o nel mio canale YouTube) pane di circa 200 grammi con la crosta ricoperta di semi di sesamo (a Palermo detto “cimino, gigiolena o giuggiulena“). Sono spesso consumate assieme alle “crocchè” delle quali troverete prossimamente laricetta sul mio blog, (dal francese “croquette”, crocchette di patate) o con altre specialità fritte in pastella, e condite a piacere con sale, pepe e limone.

Le panelle rappresentano il caratteristico spuntino del palermitano: si possono acquistare in moltissimi luoghi della città, in particolare nelle “friggitorie“, anche ambulanti, presenti nelle strade di Palermo.

Panelle palermitane

Ingredienti per 8 persone

  • 500 g di farina di ceci
  • 1500 ml di acqua a temperatura ambiente
  • Sale e pepe q. B.
  • Prezzemolo tritato a piacere 15 g
  • 1, 5 l di olio di semi di girasole per friggere

Il procedimento lo trovi spiegato passo dopo passo nella video ricetta qui sotto

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PANINI PER PANELLE O PANINI AL SESAMO

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Questi pani sono davvero buonissimi e molto versatilità Palermo vengono farciti con le mitiche PANELLE o con la MEUSA (milza), che sono il cibo di strada per eccellenza palermitano.

Ovviamente, essendo versatilissimi potete anche farcirli in qualsiasi altro modo.

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00 ( vi consiglio la Barilla che ha 11 g di proteine)
  • 290 Ml di latte a temperatura ambiente
  • 230 di acqua a temperatura ambiente
  • 10 g di lievito di birra
  • 40 g di zucchero semolato
  • 20 g di miele di acacia
  • 20 g di sale
  • 100 g di burro a temperatura ambiante

Il procedimento lo troverete nella video ricetta

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RAME DI NAPOLI

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Le Rame di Napoli, non fatevi ingannare dal nome, infatti questi biscotti sono tipici della tradizione siciliana, meglio dire catanese. Infatti si narra che siano stati inventati da un pasticcere catanese in occasione dell´unione del Regno delle due Sicilie, in onore a Napoli che fu, allora, nominata capitale dei due regni. Sono buonissimi…provare per credere.

INGREDIENTI

  • 160 g di burro a temperatura ambiente
  • 160 g di zucchero di canna
  • 300 ml di latte aromatizzato con 8 chiodi di garofano
  • 10 g di ammoniaca per dolci oppure 1 bustina di lievito per dolci più la punta di un cucchiaino di bicarbonato
  • 50 g di marmellata all´arancia
  • 80 g di cacao amaro
  • 50 g di miele di acacia
  • 100 g di fecola di patate
  • 2 uova intere della misura L
  • 500 g di farina 00
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Rame di Napoli

Per la glassata al cioccolato

  • 200 g di cioccolato fondente
  • marmellata di arance o a piacere q.b
  • granella di nocciola q.b

Per la glassatura al pistacchio

  • 200 g di cioccolato
  • 5 g di pasta di pistacchio
  • granella di pistacchio q.b.

il procedimento lo troverete nella video ricetta

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Biscotti Totò e Teiu

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Teiu e Totò o Tetú

I biscotti della mia infanzia, li ho sempre amati, morbidi all interno e golosissimi all esterno, grazie alla glassa a base di acqua zucchero e cacao. Si fanno per il periodo autunnale, specialmente quando ci si avvicina alla ricorrenza dei defunti. Una delle ricette siciliane che amo di più.

Taralli siciliani

Per realizzare questi biscotti non esiste una ricetta standard in quanto ogni panettiere o pasticciere ne utilizza una propria anche se abbastanza simile l’una all’altra. C’è chi utilizza prodotti di scarto di pasticceria come rimasugli di pan di Spagna, cialde, pasticcini ormai induritisi, bignè farciti, torte, creme ecc., chi mette la confettura, chi mette la cannella o altre spezie…piccole sfumature che rendono unico il sapore e il profumo di questo delizioso biscotto.

Nel mio paese di origine li chiamano Biscotti a regina, ma questi biscotti a seconda delle zone di provenienza prendono tantissimi nomi differenti , Tetú e teio a Palermo, che significa uno a te uno a me, oppure bianchi e neri, oppure ancora Totò o catalani o taralli.

  • DIFFICOLTA facile
  • COSTO medio
  • TEMPO DI IMPIEGO 30 minuti
  • più tempo di riposo 1 ora

Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 2 uova intere della misura L
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 10 g di ammoniaca per dolci
  • 85 g di zucchero semolato
  • 150 g di strutto o in alternativa burro
  • 180 ml di latte a temperatura ambiente o qualche goccia in più
  • un pizzico di sale
  • estratto di vaniglia
  • la scorza grattugiata di un limone biologico
  • COOTURA 15 -20 MINUTI

Per le glasse

  • 250 g zucchero a velo diviso in due ciotole
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • succo di limone q.b.
  • acqua q.b

Il procedimento lo trovate spiegato passo dopo passo nella video ricetta

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Pasta di mandorla siciliana

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La pasta di mandorle costituisce uno dei dolci più rappresentativi della Sicilia , dove i migliori pasticcieri lavorano la mandorla in modo artigianale con il miele, fino ad ottenere una pura pasta di mandorla, che può inoltre essere aromatizzata al limone o all’arancia oltre che essere ricoperta di zucchero a velo.

Paste reali prima della cottura

Le origini di questo dolce sono molto lontane, infatti pare sia nato alla fine del 1100, nel convento palermitano della Martorana, che deve il suo nome a Giorgio D‘Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II. Il nome “reale” attribuito alla pasta dolciaria si può ricondurre al fatto che essa fosse “degna di un re” per la bontà e le caratteristiche del dolce.

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